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Umidità di risalita

di Giulia Monte, Architetto


L’umidità di risalita o umidità ascendente è un fenomeno molto diffuso, che colpisce sia edifici in calcestruzzo che in muratura e soprattutto i locali che si trovano a piano terra o nel seminterrato. Nei materiali che compongono le murature sono presenti dei tubi capillari che trasmettono l’acqua presente nel sottosuolo alle strutture murarie, dando luogo alla principale causa dell’umidità di risalita, ovvero la capillarità.

 

COME SI MANIFESTA LUMIDITÀ IN CASA

 

In genere, l’umidità di risalita si manifesta attraverso aloni scuri o con un deterioramento della pittura che si estende orizzontalmente, parallelo al terreno; talvolta sono visibili delle efflorescenze saline, con conseguente sfarinamento, distacco o erosione dell’intonaco. Dei veri e propri danni estetici ma non solo: spesso sono anche le strutture ad essere compromesse, per questo, quando ci si trova dinanzi a fenomeni di questo tipo, bisogna accertarne la natura per poi poter predisporre la tipologia d'intervento adatto all'eliminazione definitiva del fenomeno.

Solitamente Il processo di risalita arriva fino a una certa altezza del muro, dopodiché l’umidità inizia a evaporare in una zona ben precisa, la cosiddetta zona di evaporazione o di bagnasciuga. Dopo l’evaporazione, i sali minerali cristallizzano espandendo fino a 12 volte il loro volume. La base muraria è sempre un ponte termico naturale inevitabile, dovuto al contatto col terreno più freddo. Oltre alla dispersione di calore per conduzione, si instaurano dei fenomeni convettivi circolatori, che tendono a mantenere più bassa la temperatura della base muraria rispetto alla sua parte in elevazione. Ovviamente le superfici fredde favoriscono la formazione di muffe e condense, soprattutto quando l’aria interna ha un elevato valore di umidità relativa.

Vi sono delle caratteristiche particolari che permettono di distinguere l’umidità di risalita dalle altre forme di umidità sui muri:

  • la macchia è uniforme, e procede dal pavimento verso l’alto;
  • il bordo della macchia è ben definito, e di solito non supera l’altezza di un metro;
  • la macchia persiste anche al variare delle condizioni climatiche e del tasso di umidità relativa;
  • la presenza di sali durante i periodi di elevata evaporazione ambientale.

È molto importante capire quali sono le cause dell’umidità per combatterla nel modo giusto senza investire capitali economici in interventi inutili e costosi.

 

CAUSE UMIDITÀ DI RISALITA NEI MURI

Tra le cause principali troviamo innanzitutto le rotture idrauliche; è bene quindi trovare immediatamente la perdita e per individuarla in maniera precisa esistono dei termografi ad infrarossi dotati di termocamera grazie ai quali è possibile ottenere una mappa precisa dell’area e delle perdite con l’obiettivo di intervenire esclusivamente dove serve. È necessario che un tale intervento venga fatto da professionisti che abbiano la giusta attrezzatura per sanare la perdita e ristabilire lo stato entro il quale sarà poi possibile operare con precisione e senza bisogno di demolizione.

Altra causa importante è l’umidità di risalita capillare del terreno che rappresenta chiaramente una delle maggiori minacce. Quest’ultima tende a far deteriorare l’intonaco fino quasi a mostrare i materiali da costruzione. La differenza di potenziale elettrico tra muro e fondamenta, assieme all’effetto di gravità contrario a questo tipo di fenomeno fa in modo che ci siano aree soggette alla risalita di umidità con estensione più o meno vasta in base alla porosità dei materiali.

Più i pori e i capillari sono stretti più sarà elevata l’altezza e l’estensione del fenomeno che, risulterà meno esteso quando i pori risulteranno più assorbenti e dunque capaci di trattenerne una quantità maggiore impedendo la risalita. In breve, più è evidente ed esteso il problema dell’umidità di risalita, tanto più è probabile che i pori dei materiali strutturali conservino una maggiore densità.

Tra le cause da non sottovalutare vi è anche la presenza di sali nei materiali, che acquisendo umidità e dunque sciogliendosi, salgano sino in superficie per evaporazione lasciando così perennemente umida la parete interessata. Spesso in questi casi l’insuccesso nel risolvere il problema è dovuto alla scarsa conoscenza del fenomeno e dei rimedi per sanarlo. Ad esempio inserire un cappotto termico interno di cartongesso o peggio di polistirolo non serve ad eliminare umidità di risalita o muffa; al contrario andrebbe solo a coprire temporaneamente le macchie e probabilmente questo porterà a fermare la traspirazione del muro creando umidità di condensa.

Il cappotto termico che è davvero utile è quello costruito all’esterno, così da creare un efficiente isolamento termico dell’edificio per tagliare il consumo di energia.

 

COME ELIMINARE L'UMIDITÀ DI RISALITA

Per evitare problemi relativi all’umidità di risalita bisognerebbe predisporre delle accortezze in fase di progettazione dell’edificio come la realizzazione di un cappotto esterno e l’utilizzo di materiali di buona qualità. Per asciugare un muro non basta farlo traspirare perché man mano che l’umidità verrà eliminata nella parte sommitale, ne arriverà comunque altra dal basso dato che il serbatoio dell’umidità è il terreno stesso. È una buona abitudine areare sempre gli ambienti, ma questo non basta a liberarsi del problema. Attualmente sono in commercio dei dispositivi particolari che spesso si rivelano l’unica soluzione.

È di fondamentale importanza ricreare nell’interno dell’involucro edilizio il giusto equilibrio igrometrico per un migliore comfort abitativo ristabilendo gli equilibri vigenti prima che l’umidità di risalita si manifestasse. Occorre quindi utilizzare strumentazioni all’avanguardia e una volta effettuate le rilevazioni è possibile misurare l’entità del problema e passare al prelievo dei campioni di muratura controllando così il grado igrometrico delle murature.

Quando si fanno queste verifiche per accertarsi che si tratti effettivamente di umidità di risalita l’ideale sarebbe seguire il metodo ponderale, secondo la normativa UNI-11085-2003 del 01/11/2003, con prelievi a una profondità di 10-15 cm. In questo modo si avrà un risultato chiaro riguardo il livello delle infiltrazioni. Una volta effettuate le misurazioni e le rilevazioni, si procede all’analisi chimica allo scopo di poter effettuare l’analisi dei sali disciolti che compongono la muratura.

 

UMIDITÀ DI RISALITA SOLUZIONI

 

Solo una volta acquisiti questi dati sarà possibile parlare di preventivo per l’intervento e procedere alla scelta dell’applicazione. In commercio troviamo dei particolari dispositivi che consentono massima flessibilità e possibilità di adattamento dell’impianto a qualsiasi tipologia di manufatto edilizio, dalla più semplice abitazione sino al più complesso fabbricato o edificio monumentale, che possono essere posizionati ovunque visto le piccole dimensioni (circa 28 cm x 28 cm).

Si tratta di dispositivi che funzionano con un sistema di inversione di polarità e le aziende del settore, come Resmarc o Ecodry Italia offrono oltre al servizio di installazione anche le dovute analisi preliminari prima di proporre un preventivo. Il primo a piazzarsi sul mercato è stato Il dispositivo Aquapol, invenzione di matrice austriaca brevettata nel 1985. Si tratta di un sistema di antenne, da installare al soffitto; a installazione avvenuta le molecole d’umidità presenti all’interno di una muratura afflitta dalla risalita capillare vengono reindirizzate verso il terreno così che i muri si deumidificano e si mantengano asciutti per decine di anni.

Questa tecnologia, non utilizza energia elettrica e pertanto non sviluppa campi elettromagnetici, non necessita di alcuna manutenzione e ha una durata di funzionamento garantita di 20 anni, anche se il tempo di durata effettivo stimato è maggiore di 50 anni. L'installazione, insieme all’analisi diagnostica iniziale dei muri, dura dalle 4 alle 6 ore, normalmente è sufficiente un solo dispositivo per un’abitazione, non sono richiesti lavori edili sulla struttura e il procedimento non comporta né rumore né sporcizia.

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