TESLA POWERWALL 2

L'accumulatore di Tesla è una soluzione completa che garantisce l'autoconsumo domestico


Powerwall è un'accumulatore che integra il sistema di produzione delle abitazioni, così che l'energia prodotta attraverso pannelli solari e/o microeolico possa diventare una risorsa fruibile in tutti i momenti in cui si registra un fabbisogno energetico senza che si debba prelevare dalla rete. La batteria del Powerwall 2 di Tesla, così configurata ed integrata nei già diffusi sistemi di produzione, non solo aumenta l’autoconsumo di energia solare ma offre anche un’alimentazione di backup in caso di interruzione dell’energia erogata dalla rete (si pensi ai gruppi di continuità).

Il Powerwall 2 aumenta la gamma di soluzioni per la fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili, consentendo sempre di più l’autoconsumo di energia autoprodotta, riducendo i prelievi da rete. Ciascun Powerwall è dotato di 10 kWh di capacità di accumulo di energia, sufficiente a dare energia alla maggior parte delle abitazioni nelle ore serali sfruttando l’elettricità generata dai pannelli solari durante il giorno.

Il Powerwall 2 è stato concepito per lavorare in sinergia con la rete locale, per fornire la soluzione energetica più intelligente. Il Powewall di Tesla può rispondere ai segnali dalla rete locale per fornire servizi di stabilizzazione, come ad esempio la ricarica quando l’energia rinnovabile è in eccesso o il rilascio di energia per compensare eventuali scompensi dovuti alle centrali elettriche alimentate da combustibili fossili.

Nello specifico, Powerwall 2 ha il doppio della capacità rispetto alla batteria di prima generazione; è adatta ad impianti installati su abitazioni residenziali anche di grandi dimensioni e piccole aziende.

La capacità dell’accumulatore non cambia, ed è sempre 13,5 Kwh. La sua potenza massima di erogazione è pari a 5 Kw, mentre la durata della carica dipende da quanta potenza istantanea si consuma: 1 Kw dura 13,5 ore, 500 W dura 27 ore, 5 kw (massima potenza) dura 2 ore e mezza circa. In genere a batteria carica, l’esubero prodotto finisce direttamente in rete, a meno dell’installazione di un sensore che non appena rileva corrente verso la rete, accende un carico, ad esempio una resistenza per scaldare l’acqua.

Il locale tecnico non deve essere necessariamente areato per evitare il surriscaldamento, tuttavia sarebbe opportuno che sia un locale in cui la temperatura ambiente sia sotto i 45/50 °C.

Solitamente viene sempre effettuato un sopralluogo da parte della casa madre o, più frequentemente, dall’azienda convenzionata incaricata dell'installazione del modulo. È possibile monitorare il sistema su internet e su Smartphone grazie al sistema di connettività integrato nel modulo accumulatore. Una delle caratteristiche importanti, infatti, è che la batteria e i software gestionali possono essere aggiornata via internet dalla casa madre per ottenere miglioramenti in termini di prestazioni funzionali e nuove funzionalità d'uso del sistema. La batteria ha infiniti cicli di carico e scarico e non è possibile sovradimensionarla per immagazzinare più energia rispetto alla capacità d'assorbimento dell'impianto cui è connessa. Nel caso in cui invece l'accumulatore fosse sottostimato rispetto ai consumi si può sempre valutare l'installazione di più moduli TESLA Powerwall in parallelo.

Le dimensioni sono di 1150 mm di altezza, 755 mm di larghezza e 155 mm di profondità. La batteria può essere installata a pavimento o a muro sia interno sia esterno, è infatti resistente agli agenti atmosferici a patto che se ne sostenga il peso complessivo superiore ai 100 Kg. Tesla offre ben 10 anni di garanzia.

E’ sempre consigliabile acquistare la batteria con l’inverter integrato, se si vogliono evitare spese inutili. Le unità sono impilabili, proprio perché nascono con il concetto di essere abbinate in base alle reali necessità dei consumatori. Il Powerwall Tesla 2 ha un sistema di raffreddamento integrato, che garantisce ottime funzionalità e una temperatura dichiarata fra i -20°C e i 50°C. Per quanto riguarda il rumore, esso si attesta intorno ai 50 dB, ma probabilmente il rumore reale percepito è superiore. 

Nonostante sia più piccolo, il nuovo dispositivo é più pesante di 23 kg rispetto alla versione precedente. Powerwall è compatibile con gli inverter solari di: SolarEdge, SMA, Fronius, il micro inverter della Enphase, ABB e Delta. La batteria non necessita di manutenzione e la garanzia copre ben 10 anni di cicli illimitati in modalità di autoalimentazione.

Sul mercato esistono due tipologie di accumulo per fotovoltaico:

  • inverter con accumulo: l’accumulatore, solitamente al litio, viene assemblato nello stesso corpo dell’inverter, occupando pochissimo spazio. L’impatto è minimo, sia in termini estetici che in termini di opere di adeguamento.
  • pacco batterie esterno: questa soluzione è tipicamente adottata quando si fa uso di accumulatori al Piombo – Gel o comunque si utilizzano accumulatori più economici ma molto ingombranti e che richiedono spazio e complessi interventi di installazione.

 

A COSA SERVE IL SISTEMA DI ACCUMULO

Già più volte in questo sito abbiamo parlato dell’importanza, per rendere vantaggioso l’investimento fotovoltaico, di abbinare al classico sistema domestico o aziendale, un sistema di accumulo in grado di gestire in maniera intelligente l’energia prodotta dal proprio impianto. Gestire l’energia in maniera intelligente significa anche accumularla nelle batterie quando se ne produce “in eccesso” per “rilasciarla” quando l’utente ne ha bisogno.

Per avere una casa realmente sostenibile, e per avere un vero vantaggio economico, oggi bisogna immagazzinare energia. L’energia autoprodotta durante le ore diurne, deve essere messa a disposizione di casa anche nelle ore serali, ore in cui il fotovoltaico non produce. Ore in cui, soprattutto in casa, c’è bisogno di energia.

 

QUANTO COSTA

Il costo di questa batteria si aggira intorno ai € 6.400 (per il modulo accumulatore) a cui vanno però sommati, in caso di prima installazione, l’attrezzatura per il supporto che costa € 580  e i costi connessi all’istallazione e alle pratiche di comunicazione a GSE che costa dai 950 € ai 2.300 €. Sicuramente l’inverter e la maggiore capacità di immagazzinamento hanno fatto aumentare il prezzo, ma si avrà un prodotto con caratteristiche tecnologiche più avanzate e performance notevoli.

 

DOCUMENTI NECESSARI PER LA PRIMA ATTIVAZIONE DI TESLA POWERWALL 2

Ai fini di agevolarvi nell'assolvimento delle pratiche successive al sopralluogo tecnico ad opera della ditta installatrice locale, vi segnaliamo una serie di documenti che sarebbe utile predisporre preventivamente e che saranno necessari al compimento degli adempimenti normativi di comunicazione al Gestore dei Servizi Energetici.

  • Verbale di prima attivazione dell'impianto fotovoltaico o di produzione di energia;
  • Convenzione FTV con il GSE e/o Convenzione SSP con il GSE;
  • Progetto dell’impianto esistente nel caso vi siano dei pannelli solari;
  • Attestato di registrazione in GAUDI’ di TERNA;
  • Documenti attestanti la marca, il modello, la potenza, e il numero di matricola dell'Inverter installato;
  • Documenti attestanti la marca, il modello, la potenza dei pannelli solari;
  • Credenziali di accesso al portale di GSE;
  • Credenziali TERNA;
  • Riferimenti della ditta installatrice dell'impianto di produzione energia.

QUANTA ENERGIA PUÒ IMMAGAZZINARE?

I consumi elettrici di misurano in kWh (chilowattora) e sono gli stessi che posso leggere in ogni bolletta. Ogni batteria, se necessario, può essere collegata ad altre formando un sistema di stoccaggio di elettricità completamente scalabile. In genere, quando si parla di capacità di accumulo delle batterie, si fa riferimento a due tipi di capacità: “capacità nominale” e “capacità effettiva”.

La differenza tra le due è la profondità di scarica di ognuna, prima di poter essere ricaricata. Spieghiamo, semplificando, con un esempio. Se un accumulatore ha una capacità nominale (ipotetica) di 10 kWh ed una profondità di scarica del 70%, la capacità di accumulo effettiva sarà il 70% di quella nominale, cioè: 7 kWh. La Powerwall Tesla ha, da scheda tecnica, una profondità di scarica del 100% ed un’efficienza complessiva del 92,5%.

 

 

6,4 KWH SONO SUFFICIENTI AL MIO FABBISOGNO?

Se parlare di kWh può “dir poco” riguardo all’utilità effettiva delle batterie, parlare di elettrodomestici e consumi di casa può chiarire molto l’effettiva utilità di queste batterie. Il consumo degli elettrodomestici è la giusta unità di misura. Una famiglia di 3-4 persone in Italia consuma mediamente 9-10 kWh di energia al giorno (circa 3.300 kWh/anno). La batteria con capacità di 6 kWh/giorno, quindi, riesce a soddisfare circa i due terzi del fabbisogno giornaliero di energia. Il rimanente 25-35 per cento del fabbisogno può essere soddisfatto con l’autoconsumo istantaneo dall’impianto fotovoltaico: cioè il consumo dell’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici nel momento stesso in cui questi producono.

Per avere una giusta “unità di misura”, basti pensare che il frigorifero di casa consuma da 1 a 2 kWh al giorno di elettricità, a seconda della classe energetica. Una lavatrice consuma da 2 a 3 kWh a lavaggio. Un’asciugatrice un po’ di più: da 3 a 4 kWh a ciclo. Consumi irrisori, invece, hanno le TV moderne, il Computer, le Luci ed altri piccoli elettrodomestici di uso quotidiano: siamo ben al di sotto di un kWh/giorno.

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