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Il Decreto SCIA 2 in l'edilizia

di Laura Tollis, Architetto


Nel 2001 venne emanato il Testo Unico per l’Edilizia (D.P.R. 380/2001) con l’obiettivo di riunire sotto un unico corpo legislativo tutte le norme appartenenti al settore edilizio. All’interno di una logica di snellimento delle procedure edilizi utili per intraprendere un intervento che sia di manutenzione fino alla nuova costruzione e per incentivare un maggior contatto tra l’amministrazione pubblica e i cittadini sono stati pubblicati due aggiornamenti, il decreto SCIA 1 e il successivo SCIA 2.

In particolare le principali modifiche apportate dal decreto SCIA2 sono relative da un lato all’adozione di moduli standardizzati e unificati, disponibili sui siti delle relative amministrazioni, le quali si impegnano a fornire gratuitamente la necessaria attività di consulenza e dall’altro lato l’aggiornamento interessa i titoli edilizi e il certificato di agibilità.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta:

TITOLI EDILIZI

Il Decreto SCIA 2 riduce da sette a cinque le procedure edilizie principali:

  1. Edilizia libera
  2. CILA
  3. SCIA (Segnalazione Certifica Inizio Attività)
  4. SCIA in alternativa al permesso di costruire
  5. Permesso di costruire

Scompare quindi la CIL, per cui gli interventi che prima erano subordinati alla Comunicazione Inizio Lavori, con questo aggiornamento possono essere eseguiti come attività libera.

Esempi di interventi che ricadevano in CIL sono:

  • installazione di impianto fotovoltaico e solare (purché sia fuori dalla ZTO A);
  • pavimentazione delle aree esterne (nel rispetto dell’indice di permeabilità);
  • aree ludiche senza fine di lucro.

Scompare anche la DIA che viene assorbita nella SCIA in alternativa al permesso di costruire. Così con l’ultimo aggiornamento troviamo due SCIA, la prima, già esistente, che non comporta alcun pagamento né per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione e né tantomeno i costi di costruzione e la seconda invece di carattere oneroso.

Nello specifico sono subordinati a SCIA gratuita i seguenti interventi:

  • manutenzione straordinaria anche su parti strutturali dell’edificio;
  • il restauro e risanamento conservativo;
  • la ristrutturazione edilizia.

Nello specifico sono subordinati a SCIA onerosa i seguenti interventi:

  • ristrutturazioni pesanti;
  • nuova costruzione;
  • ristrutturazione urbanistica.

Se apparentemente la lista degli interventi sopra citati appare identica a quelli subordinati al Permesso di Costruire, la sostanziale differenza è che è possibile effettuarli tramite SCIA solo se gli interventi in oggetto sono disciplinati da piani attuativi e in diretta esecuzione degli strumenti urbanistici.In questi casi i lavori possono iniziare decorsi i trenta giorni dalla presentazione della domanda allo sportello unico dell’edilizia.

 

CERTIFICATO DI AGIBILITA’PRIMA DEL Dlgs222/16

 

Il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutati su quanto stabilito dalle normative vigenti. È un documento molto importante perché garantisce la conformità dell’opera rispetto al progetto presentato ed è previsto per i seguenti interventi:

  • Nuova costruzione;
  • Ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
  • Ampliamenti in edifici esistenti ovvero interventi che possano influire sulle condizioni sopra riportate.

Con l’ultimo aggiornamento concettualmente non cambia il significato che ha questo documento, ma viene profondamente modificata la procedura da seguire, a titolo esemplificativo verrà illustrata la procedura come era prima dell’entrata in vigore del D.lsg.222/16 e la successiva modifica.

 

Come funzionava prima?

 

La domanda di rilascio di certificato di agibilità veniva presentata entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori, da parte del soggetto che ha presentato la richiesta di Denuncia Inizio Attività o Permesso di Costruire allo Sportello Unico, allegando la seguente documentazione:

  • Richiesta di accatastamento dell’edificio;
  • Dichiarazione sottoscritta dal richiedente di conformità dell’opera rispetto al progetto approvato;
  • Dichiarazione dell’impresa che ha installato gli impianti che attesta la conformità degli stessi.

A questo punto lo Sportello Unico entro 10 giorni dal recepimento della domanda, comunicava il nominativo del responsabile del procedimento, che dopo aver esaminato tutta la documentazione ed entro 30 giorni, rilasciava il certificato di agibilità. Se decorso il termine dei 30 giorni non si aveva alcuna comunicazione da parte del responsabile, vige il silenzio-assenso, se il parere dell’ASL è stato rilasciato, nel caso invece di asseverazione da parte del progettista dei requisiti igienico sanitari, il termine per la formazione del silenzio-assenso era fissato a 60 giorni.

In caso di insufficienza della documentazione il responsabile del procedimento poteva richiedere, entro i 15 giorni dal ricevimento della domanda, una integrazione, in questo caso il termine di 30 giorni si interrompeva e riprendeva a partire dalla data di ricezione di tale documentazione integrativa.

 

I cambiamenti apportati dal d.lgs. 222/2016

 

Confermati gli interventi per i quali è necessaria l’agibilità, la nuova disciplina prevede una Segnalazione Certificata che viene comunque presentata entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori.

La documentazione da presentare contestualmente alla domanda è la seguente:

  • Attestazione del direttore dei lavori, o qualora non fosse stato nominato, di un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico;
  • Certificato di collaudo statico, o, per gli interventi per i quali è previsto, dichiarazione di regolare esecuzione;
  • Gli estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale;
  • Dichiarazione di conformità delle opere realizzate rispetto alla normativa vigente in materia di superamento delle barriere architettoniche;
  • Dichiarazione dell’impresa installatrice degli impianti, di conformità degli stessi e se previsto certificato di collaudo degli stessi.

Con queste nuove disposizioni, la procedura viene snellita sia a livello procedurale che di tempistiche, infatti viene eliminato il termine di attesa della nomina del responsabile del procedimento e l’utilizzo dell’immobile può essere iniziato dalla data di presentazione della Segnalazione Certificata, con la documentazione sopra specificata. Qualora l’amministrazione riscontri un’incompletezza dei requisiti necessari, entro 30 giorni, assume il provvedimento di divieto di utilizzo del bene.

Rimane invariata la sanzione amministrativa dovuta alla mancata presentazione della Segnalazione che varia da un minino di 77 euro a un massimo di 464,00 euro.

 

ELENCO DEI 105 INTERNVETI EDILIZI

 

Col fine di chiarire la giusta associazione tra intervento e relativo titolo edilizio a cui è subordinato, il decreto SCIA2 si compone di una tabella allegata. Tale allegato contiene l’elenco di 105 interventi edilizi ed è strutturato in sottosezioni indicanti il regime amministrativo, l’ipotesi di dover richiedere preventivamente altri pareri (necessari, ad esempio, per beni sottoposti a tutela per un interesse storico, culturale, artistico e paesistico, come ad esempio tutti i centri storici) e i riferimenti normativi.

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