Attività domestiche più rischiose

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GLI INCIDENTI DOMESTICI

di Barbara Cardone, Architetto


Quando si parla di riqualificazione e ristrutturazione edilizia, il più delle volte ci si riferisce a quegli interventi il cui scopo è il miglioramento della funzionalità strutturale e l’aumento dell’efficienza energetica di un edificio.

Raramente queste tematiche vengono associate agli interventi che hanno come oggetto la messa in sicurezza degli ambienti e l’eliminazione degli ostacoli fisici che impediscono una libera fruizione da parte di soggetti con normale, ridotta, o impedita capacità motoria come nel caso di bambini e invalidi.

Questa limitata accezione rappresenta però un paradosso, considerando che, solo nel 2014 in Italia, sono avvenuti più di 700mila incidenti domestici.

Gli infortuni domestici, rientrano infatti tra le cause principali di mortalità accidentale e, causando negativi risvolti psicologici di non piccola entità, rappresentano un argomento rilevante sia per la Sanità Pubblica sia per tutti gli operatori e professionisti che di questa materia di occupano.

Analizziamo alcuni dati d’interesse nazionale sull’argomento e valutiamo quali politiche sarebbe opportuno adottare per limitare il fenomeno o limitarne i danni da esso provocati.

 

LE PRINCIPALI CAUSE D’INFORTUNIO DOMESTICO

Le principali cause del manifestarsi del rischio, e dell’eventuale incidente, all’interno della propria abitazione sono diverse ma possono generalmente essere ricondotte a due macrocategorie:

  • I FATTORI DI NATURA OGGETTIVA, imputabili a carenze tecniche di strutture, come ad esempio l’inadeguatezza prestazionale delle strutture o l’impianto generale della struttura edilizia;
  • I FATTORI SOGGETTIVI/COMPORTAMENTALI, ovvero lo scorretto utilizzo di attrezzature e degli impianti domestici.

Più in particolare il pavimento e scale sono le principali cause di incidente, rappresentando rispettivamente il 20,1% e l’11,8%; i coltelli provocano l’8,2% degli infortuni e il mobilio il 6,5%. Seguono, con percentuali più basse, sedie e scaletti, pentole, forno, alimenti bollenti e altre strutture edilizie della casa.

Vi sono poi, ovviamente, le differenze legate al genere dei soggetti che abitano nella casa: tra le dieci cause che più frequentemente sono all’origine degli infortuni degli uomini non compare alcun elemento riconducibile alle attività di cucina; viceversa, gli attrezzi da lavoro o giardinaggio e alcune strutture della casa (porte, finestre, vetri) sono tra i principali responsabili degli incidenti degli uomini, ma non delle donne.

 

I SOGGETTI PIU’ ESPOSTI AD INFORTUNI

I soggetti prevalentemente a rischio, sono coloro che maggiormente trascorrono il loro tempo all’interno delle mura domestiche. Statisticamente, le categorie più sensibili sono rappresentate:

  • DALLE DONNE che come anticipato si trovano ad usare oggetti, utensili ed elettrodomestici e sono frequentemente vittime di ustione (21,2%);
  • DAI BAMBINI E DAI RAGAZZI tra i 6 e i 17 anni soggetti perlopiù a casi di urto o schiacciamento (25,3% tra 6 e 13 anni e 35,1% tra 14 e 17 anni);
  • ANZIANI più in generale persone che, a causa di caratteristiche fisiologiche o patologiche, presentano tipiche alterazioni o limitazioni del loro modo di muoversi e di interagire con lo spazio circostante;
  • PORTATORI DI HANDICAP.

Differenze sensibili si possono registrare se consideriamo le FASCE DI ETÀ: il 76,9% dei casi di cadute hanno coinvolto persone over64, percentuale che sale all’81% nel caso di donne ultrasettantacinquenni. Proprio questi ultimi risultano essere la classe maggiormente a rischio in ambiente domestico ed il progressivo aumento dell’età media e la crescita sensibile dei gruppi di grandi anziani (soggetti con più di 85 anni) dovrebbero far riflettere sull’opportunità di porre tempestivamente in essere politiche atte a favorire gli interventi per ridurre i rischi legati agli infortuni accidentali in ambito privato che nell’agenda di governo.

Persone più soggette ad incidenti domestici

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Emerge, dunque, oggi la necessità di porre maggiore attenzione al ruolo dell’utente, principale attore nella corretta gestione del proprio immobile e dei relativi spazi.

Questi sono numeri allarmanti, che ci indicano come la dimensione del problema sia rilevante e vada affrontata sinergicamente tramite interventi strutturati di Promozione, Prevenzione e Protezione (Sanson, Brana, 2010). Secondo il decalogo SItI (Società Italiana di Igiene), l’approccio più efficace per la prevenzione degli incidenti domestici è L’APPROCCIO MULTIPLO, che coniuga:

  • Campagne di informazione e di educazione verso gli anziani, bambini, genitori;
  • Formazione di operatori sanitari volta all’acquisizione di competenze per la rilevazione della sicurezza degli ambienti domestici;
  • Fornitura a basso costo di dispositivi di sicurezza (maniglie antiscivolo, ausili per il bagno, spie antincendio, montascale, ecc.);
  • Attenzione da parte dei progettisti alla scelta dei prodotti di finitura, impianti e arredi, favorendo nel contempo l’accessibilità agli spazi abitativi.

Nonostante la normativa nazionale in materia di barriere architettoniche sia cospicua e, per alcuni aspetti, all’avanguardia, non è sufficiente a garantire un adeguato livello di qualità del prodotto edilizio, sia esso conseguente ad una ristrutturazione o di nuova costruzione. La principale causa del problema è riconducibile al modo di concepire gli spazi dell’abitazione, anche in riferimento agli standard attuali, e alla metodologia progettuale, ancora strettamente legata ai concetti del razionalismo, che legavano la forma alla funzione e la funzione all’uomo medio.

L’organismo edilizio e le singole unità abitative dovranno pertanto garantire nel loro insieme i massimi livelli di fruibilità degli spazi, adottando opportune soluzioni progettuali, costruttive ed impiantistiche, tali da garantire l’ACCESSIBILITA’ e la SICUREZZA dei percorsi negli spazi comuni e privati. Inoltre è auspicabile una buona flessibilità interna che consenta l’adattabilità a variazioni dell’assetto distributivo e d’uso degli spazi dell’alloggio nel lungo periodo e per la popolazione di diverse fasce d’età e autonomia. Questo è il segno di un cambiamento che ci auspichiamo di veder presto ma é bene che ci si attivi personalmente.

 


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’infortunio come quell’evento improvviso determinato da causa esterna involontaria - anche se alla stessa contribuiscono come concausa le condizioni psicofisiche del soggetto interessato - che causi danno per la salute dello stesso(World Health Organization, 1957; British Medical Association 1964). Possiamo, quindi, estendere questa definizione all’INFORTUNIO DOMESTICO, avente le medesime caratteristiche sopra descritte, ma avvenendo nell’ambito della residenza abitativa o nelle sue relative pertinenze.


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