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IL COMITATO DELLA FILIERA DELL'EDILIZIA

A due anni dalla costituzione l’associazione delle imprese del comprensorio Aquila vorrebbe candidarsi a coordinare la ricostruzione.

Il terremoto del 6 Aprile 2009 è stato un evento catastrofico, non solo per il numero delle vittime passate alla cronaca, quanto per il fatto di aver concretamente lacerato l’integrità sociale di un territorio e per l’aver compromesso seriamente l’agibilità delle sue strutture pubbliche e private. L’avvio immediato del processo di ricostruzione era stato considerato un’opportunità concreta, soprattutto per coloro che avevano vissuto quella drammatica esperienza e che in quello stesso territorio vivevano e speravano di ricostruire un futuro, per poter avere una città migliore in termini di sicurezza, sostenibilità energetica e in generale più attenta alle esigenze future dei cittadini. A distanza di anni è corretto tirare delle prime considerazioni su quanto sia stato fatto in questo tempo per risolver la questione Aquila, ma è forse anche più corretto iniziare a fare i conti con ciò che rimane dopo l’urgenza e riflettere su come costruirci un futuro.  Questa riflessione viene ogni anno riproposta a livello nazionale dall’evento fieristico “Il salone della ricostruzione - Officina L’Aquila” che vuole condurre le coscienze di amministrazioni pubbliche, imprese, privati, cittadini e associazioni di categoria a confrontarsi con maggior impegno sul tema della riqualificazione del territorio Abruzzo nel post-sisma. La mancanza di risorse, l’estemporaneità di certi interventi regolamentativi o legislativi, l’intromissione nelle gare d’appalto di aziende decotte e senza alcuno scrupolo d’etica, hanno in breve tempo compromesso la speranza che la ricostruzione potesse avvenire nei tempi e nei modi sperati.

Questo è il quadro concettuale ed emotivo in cui, nel 2013, nasce in seno ad “Apindustria L’Aquila” il CFE - Comitato della Filiera dell’Edilizia, un’associazione che ha saputo favorire l’aggregazione di buona parte degli operatori del commercio e del noleggio di macchine ed attrezzature per l’edilizia nel comprensorio aquilano.

L’intenzione sin dall’inizio è stata quella di agire sia sul pianto preventivo, proponendosi come interlocutore privilegiato nella definizione delle politiche e suggerendo proposte normative, sia sul piano della tutela dei legittimi interessi delle parti sociali al rispetto del comune senso di responsabilità e sostenendo le azioni legali congiunte perseguite per tutelare le aziende locali.  A meno di due anni dall’istituzione, il CFE ha condotto e continua a condurre, grazie al contributo delle singole realtà che lo sostengono, una serie di azioni e successi sul piano:

  • del confronto con le istituzioni per l’inoltro di proposte concrete e applicabili, che da un verso snelliscano i processi, rendendoli più trasparenti e tali da scoraggiare i disonesti, e al contempo mantengano le risorse sul territorio orientandole verso le realtà imprenditoriali più virtuose e capaci di valorizzarle;
  • tutelare la difesa dei propri associati con azioni comuni orientata a risolvere in nome dell’interesse comune i problemi della categoria;
  • vigilare sulla qualità dei materiali impiegati e dei processi di applicazione degli stessi a tutela delle normative;
  • esercitare un monitoraggio costante sull’andamento finanziario dei singoli cantieri regolarizzando i pagamenti dei fornitori e dei beni e servizi locali subappaltati ad imprese estere o di altra collocazione geografica.

Il CFE, grazie ad una pressante azione e all’impegno di tutti i componenti, ha portato a termine o sta conducendo importanti battaglie di natura politica, strutturale e di sistema:

  • sul piano politico ha presentato una proposta normativa sui pagamenti delle forniture e subforniture, interventi con le Autorità al fine di focalizzare le problematiche di settore e stabilire le prassi operative per scongiurarne gli effetti negativi per l’economia del territorio, proposte di protocollo per contrastare eventuali illeciti di imprese “mordi e fuggi”;
  • il piano del sistema ha uniformato il contratto unico di fornitura e reso trasparente e condivise la lista (nel pieno rispetto della privacy) tutte le informazioni sullo stato dei pagamenti e sui pendenti debitori dei singoli clienti che si muovono sul territorio;
  • sul piano strutturale ha creato e gestisce un database condiviso per il monitoraggio delle abitudini di pagamento di tutta la clientela, ha costituito un gruppo di acquisto presso le aziende specializzate nella prestazione di specifici servizi informativi e prodotti e promuove l’informazione attraverso meeting periodici sul territorio.

La CFE in ultima analisi, come però anche altre realtà incontrate all’Aquila cui daremo nel tempo la visibilità che meritano, è un esempio positivo di come il sistema industriale italiano possa e debba impegnarsi e fare fronte comune per la tutela dei suoi interessi. Da oggi l’Aquila che vorremmo è più vicina.

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