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COSTRUZIONI IN TERRA CRUDA

di Giulia Monte, Architetto


La terra cruda è un materiale perfettamente ecologico che si trova abbondantemente ovunque. Gli edifici in terra cruda infatti ospitano oggi circa un terzo della popolazione mondiale. Ne troviamo esempi dalla Siria alle moschee in Mali, dai monumenti in Nigeria agli edifici nello Yemen, dalle abitazioni in Nuovo Messico agli aggregati urbani in Marocco; senza contare le residenze rurali disseminate in varie parti dell’Europa e costruzioni presenti nel nostro Paese, anche in zone urbane, come un intero quartiere a Macerata, varie parti dell’Emilia Romagna, estese aree della Sardegna, dell’Abruzzo e delle Marche.

Si tratta di un prodotto inodore, non nocivo e di piacevole lavorazione. Presenta inoltre un effetto antiallergico. Nelle costruzioni in terra cruda, un componente importante è l’argilla, che svolge l’azione di legante, come il cemento portland nel calcestruzzo. L’argilla ha una buona capacità di accumulo termico ed è in grado di trattenere l’umidità presente nell’aria per rilasciarla in caso di necessità. È un materiale molto sensibile all’acqua pertanto è necessario proteggere dall’umidità di risalita, dall’erosione e dalla pioggia battente le superfici esposte agli agenti atmosferici; spesso infatti è buona norma inserire una zoccolatura in pietra alla base della costruzione. La terra cruda presenta una buona resistenza al fuoco e rientra nella classe d’infiammabilità A1, un fattore importante, per esempio, per l’impiego della terra cruda come intonaco delle case di paglia.

La terra cruda è riciclabile per un numero indefinito di volte su un periodo estremamente lungo, non diventa quindi un materiale di scarto che danneggia l’ambiente. La sua preparazione, il trasporto, la manipolazione richiedono circa l’1% dell’energia necessaria negli stessi processi per i mattoni o il cemento armato. Una costruzione in terra è economicamente vantaggiosa perché utilizza la terra stessa del sito di cantiere, materiale locale a Km zero. Per la gran parte della costruzione non si devono acquistare materiali, né farli arrivare da lontano. L’elevato comfort termico derivante da questo materiale è dovuto alla consistente massa che consente bassa dispersione in inverno, e buon isolamento in estate, se integrata con alcune strutture schermanti; viene inoltre favorito un elevato isolamento acustico.

Come materiale strutturale o di rivestimento la terra cruda viene commercializzata nella forma di mattoni, di lastre oppure nella forma di malta per intonaco. L’intonaco in particolare segue la modalità di posa in opera degli intonaci tradizionali a base di calce, però con attenzione alla resistenza, stabilità del fondo e ai tempi di indurimento a causa della sua elevata idrosolubilità. La posa in opera avviene per mezzo di diverse tecniche costruttive che variano non solo in base alla granulometria e alla composizione della terra, ma anche alle esigenze di tipo statico e termico.

Le tecniche costruttive più diffuse sono:

 

  • ADOBE

    L’ Adobe è la tecnica che usa i blocchi o mattoni in terra cruda prodotti artigianalmente o industrialmente, formati da un composto di argilla e sabbia ed eventualmente impastati con un triturato di paglia. I mattoni in terra cruda, di piccole dimensioni, si ottengono da argille grasse che non contengono pietrisco; i mattoni in terra cruda più grandi, al contrario, si ottengono da argille magre con più sabbia, alle quali viene aggiunta spesso della paglia triturata. I mattoni crudi non sono adatti per la costruzione di muri portanti e vengono usati per le pareti di tamponamento.

     

  • Muratura in pisé

    Il Pisé era una tecnica molto diffusa nell’architettura rurale dell’Ottocento, consiste nella costruzione di muri portanti e pareti di tamponamento usando casseforme in cui la terra cruda viene collocata e pressata; si usa un argilla magra sabbiosa e poco umida. La prima cosa da fare è estrarre la terra argillosa, la quale viene lasciata “stagionare”, durante questa fase le zolle si sbriciolano, per conservare la naturale plasticità della terra argillosa. In seguito si mescola la terra con acqua e si aggiunge sabbia fino a raggiungere una pasta omogenea. Una volta preparate le casseforme si colloca l’impasto che viene battuto a mano o con l’ausilio di una macchina, fino ad arrivare a strati alti 80 cm. Questa tecnica edilizia consente la costruzione di edifici alti due o tre piani.

    Vediamo alcuni accorgimenti metrici per un corretto dimensionamento di un ipotetico edificio in terra cruda:

    • Per edifici ad un solo piano lo spessore corretto dei muri è di 30 cm;
    • Per edifici a due piani lo spessore corretto dei muri è di 50 cm;
    • L’altezza massima non deve superare i 3,5 m;
    • La luce massima tra due punti non deve superare i 5 m;
    • La distanza tra le aperture (tra una porta e una finestra) non deve essere inferiore ai 75 cm;
    • Le architravi in terra cruda sopra le porte e le finestre devono essere armate con in listelli di legno con sezione di 40/50 mm, collocati a una distanza di 10 cm uno dall’altro e con un sostegno laterale corrispondente alla metà dell’apertura.

     

  • AUGE

    Si tratta di un impasto molle che viene mescolato a paglia o ad altre fibre vegetali, e lavorato in loco senza la disposizione di casseforme; vengono successivamente rimosse le parti irregolari o in eccesso. Pur essendo una tecnica costruttiva molto antica, la terra cruda è in grado di adattarsi sinuosamente a qualsiasi forma e superficie contemporanea, come nell’avveniristico progetto del Messner mountain museum a Corones disegnato da Zaha Hadid architects, dove la terra cruda è stata utilizzata per pavimenti, pareti e soffitti. Inoltre le texture, in continua sperimentazione, offrono ulteriori dimensioni tattili e percettive alle superfici, attraverso l’aggiunta di altri elementi naturali come la iuta, il frumento, la canapa, il riso, che ne aumentano l’effetto materico.

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