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ABITAZIONI SUGLI ALBERI

Fenomeno in crescita anche in Italia.


Dopo i tetti verdi e le facciate a giardino verticale, per l’architettura residenziale sembra essere scoccata l’ora dell’estremo passo nella realizzazioni, quello delle case costruite direttamente sugli alberi ad alto fusto. Pur se confinate ancora in ambito di estrema originalità esclusiva, rivolta soprattutto agli amanti della natura e del costruire ecologico, queste ultime vantano ormai più di una apparizione in tutto il mondo e pure in Italia, laddove sono presenti in funzione non più di semplici e provvisori ricoveri naturali bensì di vere e proprie unità alloggiative, attrezzate con i principali comfort di una moderna casa d’abitazione. Molte delle realizzazioni sono destinate all’ospitalità di breve durata ma molte si propongono già quale evoluta, ecologica e anche un po’ snob tendenza di un fabbricare che sempre di più guarda all’eco e al bio e che predica un certo “ritorno alle origini” in ogni aspetto della vita quotidiana.

Ma cerchiamo di avere un approccio positivo a questa tematica che potrebbe aprire nuovi scenari nell’ambito della bioedilizia applicata, cercando di guardare con ottimismo alle esperienze ricettive già esistenti ed interrogandoci su quali siano i criteri di valutazione primari oltre l’indubbia suggestione estetica. Che il fenomeno delle case sugli alberi stia maturando, al dillà degli scenari attuali, prospettive future interessanti ce lo conferma il fatto che diverse figure professionali si stiano specializzando nella progettazione e nella realizzazione di queste unità investendo di fatto in un mercato di nicchia che esige competenze verticali non rivendibili sul mercato delle costruzioni tradizionali. Si pensi ad esempio al fatto che si debbano possedere delle solide cognizioni di base su:

  • i tipi delle essenze e delle piante ad alto fusto che meglio si prestano allo scopo;
  • di come gli alberi prescelti possano meglio essere attrezzati a sostenere la struttura considerata la loro naturale forma e estensione dei rami;
  • la progettazione degli ambienti poi deve essere limitata nell’estensione superficiale e opportunamente ubicata oltre che architettonicamente ben concepita;
  • di come la struttura possa essere ordita per rendere la struttura sicura e inalterabile nel tempo.

 

QUALE CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN ALBERO PER ACCOGLIERE UN PROGETTO DI ABITAZIONE VERTICALE?

E’ una delle domande più ricorrenti che producono questo tipo di case. La risposta è semplice: ogni tipo di albero può ospitare una casa. Vediamo le essenze e le caratteristiche affini.

ABETE: la sua caratteristica chioma non lascia molto spazio per un’abitazione, in presenza di più esemplari ravvicinati si può utilizzare per passeggiate o strutture sopraelevate a scopo didattico o sportivo.

ACERO: Ottimale per una casa anche di grandi dimensioni, spesso si dirama a pochi metri da terra consentendo l’edificazione di strutture anche pesanti su un solo esemplare.

FAGGIO: un albero maturo si presta benissimo a essere utilizzato per la costruzione di una casa, è bene prestare attenzione alla distribuzione dei palchi palchi fogliari che in alcuni casi possono sottrarre buona parte della luce solare.

NOCE: Molto massiccio e resistente, presenta spesso biforcazioni a circa un terzo dell’altezza, ottimo punto su cui poggiare un’abitazione di medie dimensioni.

PINO: il tronco si dirama quasi sempre nella parte alta, ottimo presupposto per il sostegno di strutture anche ad altezze rilevanti.

PLATANO: resistentissimo e di solito di dimensioni idonee ad accogliere una casa multipiano e dotata eventualmente di tutti i servizi.

 

QUAL’E’ IL PROFILO DEL CLIENTE CHE SI RIVOLGE OGGI AL PROGETTISTA O AL PRODUTTORE PER AVERE UNA CASA SULL’ALBERO?

La committenza attuale potrebbe dividersi in due grandi categorie principali: l’una è costituita da un cliente privato che abbia l’opportunità pratica di poter dar vita ad una struttura sull’albero in un contesto di giardino verde privato disponibile, magari già in parte attrezzato; l’altra è una clientela di operatori rivolti al turismo, la quale in linea con quanto già da anni si sta facendo nel resto d’Europa, intende offrire ai propri ospiti l’esperienza unica ed irripetibile di dimorare in un ambito naturale privilegiato. Accanto a questi due filoni residenziale e ricettivo-ospitaliero, si inserisce anche un fenomeno in crescita legato alla committenza pubblica, la quale intende mettere a disposizione della comunità i propri spazi pubblici in maniera nuove e inconsueta.

L’edilizia sugli alberi appare quindi come un alternativa percorribile per la realizzazione di una riqualificazione urbana degli spazi verdi con un occhio orientato all’opportunità di promuovere aggregazione sociale e comune benessere. Le case sull’albero in concreto si stanno progressivamente trasformando da soluzione destinata a creare uno spazio-gioco per l’infanzia, a stanza ricettiva per un turismo di nicchi e altamente selettivo, fino ad assumere nei progetti più avanguardisti la forma per ora definitiva di unità abitativa minimale ma completa di ogni comfort in quota.

 

IN ITALIA E’ POSSIBILE AVVIARE UN PROGETTO E POI LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA SU DI UN ALBERO O SI RISCHIA DI ANDARE INCONTRO AD UN ABUSO EDILIZIO?

Per la struttura singola destinata al privato, se non siamo in presenza di impianti tecnologici introdotti, l’ottenimento delle autorizzazioni è un obiettivo perseguibile; per le strutture di maggior articolazione e dotazione impiantistica quali quelle ricettive, è più complicato in quanto si passa dalle leggi nazionali a quelle regionali e poi ai regolamenti locali in un ininterrotta successione di elaborati accolti con una certa diffidenza. Una volta fatti salvi i parametri di osservanza urbanistica e paesaggistica, le singole situazioni devono poi essere oggetto di valutazione ad hoc da parte della pubblica amministrazione locale: e qui, per ragioni prevedibili, l’autotutela cui ricorrono gli uffici tecnici comunali nel rilascio dei permessi ne dilata i tempi e deprime le opportunità di intervento.

All’estero, esistono già regolamentazioni dedicate alle case sugli alberi e tutto ciò rende più semplice l’ottenimento delle autorizzazioni, in Italia invece un azienda che vogli accogliere un contratto sarà portata a valutare la possibilità di eseguire ogni intervento con differenti richieste urbanistico-edilizie ma con lo stesso carico documentale cui ogni moderno progetto deve essere improntato.

 

HOSPITALITY IN QUOTA

Nell’eseguire delle ricerche sull’argomento, si trova che i prototipi di questo genere di costruzioni sono nate proprio per offrire temporanea accoglienza a turisti in cerca di una singolare e esclusiva scenografia naturalistica in cui trascorrere una o più notti: un po’ come gli hotel ricavati nel ghiaccio oppure per quelli sul fondo del mare, a costi non sempre accessibili a causa del pregio architettonico delle realizzazioni. All’estero nei paesi a di cultura nordica e anglosassone, data anche l’opportunità offerta dalle diverse specie vegetali presenti, si sono realizzati i primi esperimenti in abito ricettivo con queste caratteristiche. Sulla Vancouver Island, in Canada, si trovano le Free SpiritSpheres, avvenieristiche sfere sospese nel vuoto progettate da Tom Chudleigh: rette da possenti corde e collegate a terra da scalette di legno che si arrampicano sottili tra i fitti rami degli alberi, queste case rotonde come la luna, essenziali ma accoglienti, regnano sul bosco sottostante regalando panorami inusuali e un’esperienza emozionale unica.

Sempre in Canada si trova la 4treehouse progettate da Lucasz Kos, unna vera e proprio casa dal design moderno, ma dalle presenza discreta. Dotata di ampi spazi e struttura su tre piani cui si accede tramite ripide scalette, l’interno di questa casa ariosa è luminoso senza essere visibile: l’ideale per un soggiorno lontani da tutto e da tutti. In Svezia esiste un singolare hotel: il treehotel si trova a circa sessanta chilometri dal circolo polare artico, nei pressi del villaggio di Harads, nato dall’idea di utilizzare in maniera costruttiva la bellezza dei boschi scandinavi. Le stanze dell’hotel sono tutte diverse l’una dall’altra e costruite a tema: come in ogni dimora svedese che si rispetti, gli ospiti hanno tutti accesso ad una meravigliosa sauna, anch’essa rigorosamente costruita su di un albero.

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